La ruga del cretino [Andrea Vitali, Massimo Picozzi]

€ 9,99 La ruga del cretino

La ruga del cretino è il recente (febbraio 2015), ‘rivoluzionario’ romanzo di Andrea Vitali,  scritto a quattro mani: seconda voce è infatti Massimo Picozzi, notissimo psichiatra e criminologo che ha studiato, tra l’altro, i più enigmatici casi di cronaca nera accaduti nel nostro paese negli ultimi anni.

Bellano, Agosto 1893. Birce è la sfortunata terzogenita  della coppia di coniugi incaricati della custodia del Santuario della Madona delle Lacrime, complesso sacro che sorge in splendida posizione presso la frazione di Lezzeno. Sfortunata perché porta sul volto una strana voglia azzurra che, quando trascolora verso il rosso, la induce a comportarsi in modo bizzarro, ad esprimersi in un idioma antico e sconosciuto e ad eclissarsi chissà dove. Data queste sua ‘caratteristica’ Birce sarebbe destinata a rimanere sola e senza lavoro, sennonché a Villa Alba si stabilisce Giuditta Carvasana, donna pia e intima amica del rettore del Santuario -il che susciterà non pochi pettegolezzi in paese- e, ciò che più importa, intenzionata a offrire una possibilità alla sventurata fanciulla.

Torino. Entra in scena-si fa per dire, visto che giace sul tavolo settorio in attesa dell’autopsia- un’altra giovane ragazza, dal destino altrettanto crudele, anzi di più. Si tratta di una fioraia barbaramente uccisa, non si sa perché, non si sa da chi. E, il suo, non è che uno degli omicidi ancora irrisolti di quell’estate di fine ‘800. Il mistero si infittisce quando il medico legale, tal dott. Ottolenghi, vede sporgere dall’abitino  che ancora la sventurata indossa  uno strano foglietto, sul quale è vergata un’altrettanto strana formula matematica.

Ma attenzione, non finisce qui: il tal dottor Ottolenghi è nientepopodimeno che l’assistente di Cesare Lombroso,  conosciuto nell’ambiente della medicina psichiatrica per le sue convinzioni poco ortodosse, prive di rigore scientifico o, a detta di molti, francamente fantasiose. E proprio al Lombroso, guarda caso, viene recapitato, in forma anonima, un bigliettino molto simile a quello rinvenuto sul cadavere della povera fioraia…

E ci fermiamo qui, invitando il lettore a godere della suspense che La ruga del cretino,  sapiente fusione di thriller, poliziesco e giallo, ci offre davvero generosamente.,,

 

[18/05/2015]
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